martedì 4 novembre 2008

PIAZZA NAVONA

Uno scontro, anzi un assalto dei centri sociali contro i ragazzi pacifici di Blocco studentesco. La verità costruita dalla polizia e confezionata dal governo è bell'e pronta per andare in onda su Tg e televisioni. Tutto vero: gli universitari sono entrati in piazza Navona ed hanno affrontato i neofascisti di Blocco studentesco. Tutto vero, ma solo una parte della verità. Una parte perché non dice cosa è successo in quella piazza romana prima dello scontro. Non dice insomma, come ricostruito da un ragazzo che ha scritto a Repubblica e come testimoniato da decine di foto che, prima dell'azione degli universitari, un camioncino pieno di mazzieri aveva aggredito a cinghiate e a sprangate gruppi di quindicenni che fino a quel momento avevano giocosamente, accompagnati dai loro professori, contestato il decreto Gelmini.



Dal famigerato pulmino bianco sono scesi studenti, molti evidentemente fuoricorso, che a botte e calci si sono posizionati nel cuore dell'assembramento di ragazzini delle medie superiori spargendo violenza e terrore allo scopo di connotare a destra la protesta studentesca. Solo a questo punto intervengono gli universitari chiamati dai più giovani per cercare una difesa che la polizia non ha saputo offrire. Dal corteo della Sapienza arriva un gruppone, a mani nude tanto che per attaccare usano i tavolini e le sedie dei bar che trovano in piazza e inizia il confronto con i neofascisti.





Per motivi oscuri le forze dell'ordine si accorgono solo di questa seconda fase della prima, dell'attacco ai liceali da parte di Blocco studentesco non si accorgono. I funzionari di polizia, che pure non erano distanti da dove avveniva il macello dei diritti, dicono di non essersene accorti e non ne fanno cenno nelle loro ricostruzioni. Tanto meno ne fa cenno in Parlamento il sottosegretario Nitto Palma vendendo al Parlamento e al Paese una verità monca che però le tecnologie smontano nel giro di poche ore. Le foto parlano chiaro e, a meno che questo non sia un Paese di maestri di Photoshop, ci dicono che quella del governo e della questura è una verità monca. Quasi una menzogna.

(Da Repubblica, 31 ottobre)



Io mi domando, ma siamo tornati ai tempi del 1968..

4 commenti:

Anonimo ha detto...

caro maso qua la situazione è in continuo regresso..se si continua così altro che '68...

non basterebbero due righe su questo post per raccontare lo sconforto che mi ha preso nel vedere come una buona parte di italiani si sia fatti indottrinare...

TUO CUGGINO

Anonimo ha detto...

Penso che se le persone se ne stassero a casa a pensare come migliorare se stessi certe cazzate non succederebbero, ma questo è solo utopia.
Ciao Davideeeeeeeeee Torna presto***

Borto ha detto...

Per Engel: tutte le persone o solo alcune?
L'incontro...IN-contro e non S-contro...è motivo di crescita, se ce ne stiamo a casa che problemi risolviamo?
Forse la goccia del lavandino che perde...forse.

Borto ha detto...

Scena realmente successa e ricordata del Beppe qualche sera fa.
Protagonisti: una professoressa a caso del liceo e Fabrizio Caruso.

Prof: "Ma voi sapete che i vostri
genitori hanno fatto il '68?"

Caruso: "Avranno fatto anche il 69, ma a quello non ci voglio neanche pensare!"